
Le favole dicono più che la verità. E non solo perchè raccontano che i draghi esistono, ma perchè affermano che si possono sconfiggere.
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aprile 2005

Autore McIver Joel
Prezzo € 20,00
256 pagine
Editore Tsunami
Joel McIver, giornalista musicale già autore di monografie dedicate a Metallica e Slayer, questa volta si dedica solo alle 6 corde, cercando di stilare una specie di classifica mondiale.
E come da premessa, solo di METAL si parla, quindi i vari Steve Vai, Joe Satriani e compagnia non sono compresi nelle pagine di questo volume.
L'ottima rassegna/analisi di McIver racconta per ogni shredder non solo le origini e le influenze, le band in cui ha militato o le capacità, ma ne descrive anche i punti di forza e le debolezze (non che i chitarristi presentati abbiano davvero dei punti deboli...).
Questo processo si rivela in verità un po' difficile se affrontato solo tramite la semplice carta stampata, e infatti a conclusione di ogni "capitolo" il paragrafo "Momento geniale" ci viene in aiuto, citando titoli caratteristici e pezzi da ascoltare per comprendere meglio ciò che ci è stato spiegato a parole.

Man mano che si prosegue nella lettura e si scala la classifica lo spazio dedicato ai vari axemen risulta più ampio, e se per le posizioni dalla 100 alla 20 magari solo alcuni paragrafi vengono dedicati a ciascuno, verso la fine anche diverse pagine verranno impiegate per descrivere le vite, le passioni e lo stile dei protagonisti di questo grosso affresco dalle tinte decisamente forti.
Ovviamente non vi svelerò le posizioni finali, che rivelano una sorpresa (almeno per me, la numero 1, anche se pensandoci potrebbe essere azzeccata), ma vi posso anticipare che la maggior parte dei musicisti elencati in questo libro fanno parte di gruppi trash e death metal, i due generi forse più veloci in assoluto.
Tra classici chitarristi come Adrian Smith (Iron Maiden), Glen Tipton (Judas Priest) o Kerry King (Slayer), troviamo alcune nuove leve come Alexi Laiho (il prodigioso leader dei Chidren of Bodom), Matt Tuck (Bullet for my Valentine) o Corey Beaulieu (Trivium), ad indicare che non importa l'età, la formazione sociale o la nazionalità: non c'è niente da fare, il metal è qualcosa che ti scorre nel sangue.
Il 13 agosto scorso si è spenta un'altra leggenda della musica. Forse il primo vero "guitar hero" di sempre.
Lester William Polfuss noto ai più semplicemente come Les Paul, è nato nel 1915 ed è famoso innanzitutto per la chitarra da lui inventata senza la quale oggi il rock'n'roll non sarebbe quelo che è.
Artisti del calibro di Gary Moore, Slash, Jimmy Page, Zakk Wylde, non avrebbero avuto il sound che li contraddistingue senza la loro fidata sei corde solid-body che questo piccolo ometto ha inventato ormai molti anni fa.
Ma non solo, Les Paul è anche responsabile di aver inventato alcuni effetti ormai di uso comune nell'industria musicale (il reverbero primo su tutti) e la registrazione multi-traccia.
Chiunque abbia mai amato o ami il rock è debitore a Les Paul.
Io non conosco molto della sua vita, mi sono sempre limitato ad associarlo al modello di Gibson che porta il suo nome, ma sicuramente una vita così piena e piena di successi come la sua merita di essere approfondita e conosciuta, se non addirittura presa ad esempio.

Riposa in pace Les, ci hai dato tanto.
Che con una chitarra elettrica si potesse fare qualcosa di grandioso lo sapevo già, ma poter emozionare in modo così unico è davvero prerogativa di pochi maestri.
Da un "semplice" esercizio di Zakk Wylde al brano per orchestra e chitarra di Malmsteen, da un classico dei Queen, alla colonna sonora di Top Gun, questi sono solo alcuni dei brani che, quando li ascolto, mi spingono a imbracciare la chitarra e cercare di emularne gli srtisti.
Certo, non riuscirò mai a suonare come John Petrucci o Steve Vai, ma anche solo avvicinarmi alla capacità di queste persone di "toccare" le 6 corde in maniera così elegante e potente allo stesso tempo mi renderebbe davvero felice....
Ora scusatemi, ma torno a suonare!
Nome d'arte: Satch
Vero nome: Joe Satriani
Nato a: Westbury
il: 15 luglio 1956
Gruppi: solista - collaborazioni varie
Con 22 album pubblicati ad oggi, numerosi premi riconosciutigli, collaborazioni d'eccezione e progetti sempre nuovi, Joe Satriani può essere considerato come uno degli esempi più innovativi e "a tutto tondo" del panorama chitarristico rock/metal.
Ispiratosi a Jimi Hendrix, pubblica il suo primo disco nel 1986, dopo aver già dato lezioni a personaggi di spicco quali Kirk Hammett dei Metallica e addirittura lo stesso Steve Vai.
Innovatore per eccellenza, lo stile di Satriani si avvale della Pitch Axis Theory per la costruzione delle progressioni di accordi, e fu lui uno dei primi a fare largo usao di whammy bar, legato, armonici e tutta una serie di tecniche oggi comuni.
L'opera di Satriani, caratterizzata da una forte componente rock'n'roll, varia dal classico Surfin' with the Alien (suo capolavoro e disco più famoso, la cui copertina prende spunto dall'argentato Silver Surfer di Marvelliana memoria) allo sperimentale Engines of Creation, in cui si sentono forti influenze di musica elettronica, sempre con un occhio di riguardo, però, a temi legati alla science-fiction, fino ad arrivare all'ultimo (dell'ann scorso) Professor Satchafunkilus and the Musterion of Rock, col quale il nostro non smentisce la sua voglia di novità e tradizione.

Importante progetto del chitarrista americano è poi rappresentato dal G3, un modo per riunire i chitarristi migliori del mondo in performance live uniche.
Tra i concerti forse più importanti di questo fenomeno vanno ricordati il Rockin in a Free World (Satriani, Vai e il neoclassico Yngwie Malmsteen) e il Live in Tokyo (Satriani, Vai e John Petrucci dei Dream Theater).

The Crush of Love, Flying in a Blue Dream, Always With Me, Always With You e tantissime altre sono diventate dei veri "inni", dei termini di paragone quando si parla di chitarra elettrica e di effetti. Tutti caratterizzati da uno slancio e un ritmo unici, i brani di Satch sono pervasi da un tecnicismo estremo che però non si sostituisce mai all'essenza degli stessi, cosa molto rischiosa quando si raggiungono certi livelli.
In rete
Homepage Ufficiale
Joe Satriani su Wikipedia
Canale di Youtube
Nome d'arte: Steve Vai
Vero nome: Steven Siro Vai
Nato a: Carle Place, New york
il: 6 giugno 1960
Gruppi: Frank Zappa, David Lee Roth, Whitesnake
Uno dei chitarristi più famosi e talentuosi del mondo, Steve Vai rappresenta forse l'esemplare più eclettico di guitar hero di sempre.
La sua carriera l'ha visto militare in formazioni come i Whitesnake e a fianco del leggendario Frank Zappa prima di raggiungere il successo meritato con i suoi lavori solisti. Tra di essi vanno ricordati sicuramente Passion & Warfare (1990), Alien Love Secret (EP, 1995) o ancora The Ultra Zone (1999) in cui appaiono alcuni dei brani più famosi del nostro.

Con il suo stile unico, che spazia dall'heavy metal al blues, crea una commistione di generi che passano tutti per le sue magiche 6 corde, in grado di adattarsi sempre, senza rimanere incatenate a uno stile unico, al contrario anche di molti suoi esimi colleghi che, di solito, trovata una strada continuano a percorrerla senza mettersi in discussione. Esempio lampante di questa voglia di esplorazione musicale nonché prova di sperimentalismi compositivi può essere rintracciata nel recente Sound Theories, un doppio CD in cui trovare non solo delle versioni moderne e live di alcuni suoi successi (disco 1), ma anche delle inedite tracce non per chitarra ideate dal musicista italoamericano stesso (reperibile anche in DVD con il titolo Visual Sound Theories).

Da segnalare sicuramente l'importante partecipazione al progetto G3 di Joe Satriani, che ha come intento quello di riunire i 3 chitarristi più grandi del mondo, e di cui Vai ormai è un punto fermo, avendo partecipato a 7 tour su 11, trovandosi a suonare insieme a Eric Johnson (1996 e 2000), John Petrucci (2001) e Yngwie Malmsteen (2003).
Altra grossa influenza di Vai nel mercato è quello legato ai suoi strumenti "signature", dalla sua famosa Ibanez JEM7V ai pedali (Bad Horsie o il recente Jemini), che ne fanno davvero un guru delle sei corde, un innovatore e raffinatore di tecnica e suoni.
Divertente e ironico ma anche impegnato e serio,
Steve vai rappresenta forse il musicista perfetto.
Certo, alcuni suoi brani potrebbero essere reputati fin troppo tecnici o sperimentali, ma ciò non toglie nulla alla sua bravura, che non porta a sterili assoli senz'anima, quanto piuttosto ad esperienze a metà strada tra il progressive e il classico rock'n'roll.
Un mito.
LIVE at the Astoria, London
Performance live in doppio DVD (uno con il concerto e l'altro con alcuni extra di poco conto), questo DVD rappresenta a detta di molti il punto più alto per quel che riguarda le esibizioni dal vivo di Vai.
Registrato nel 2001 e pubblicato solo due anni dopo, il concerto in questione vede tra i partecipanti a fianco di Steve Vai il bassisata Billy Sheehan, Tony MacAlpine e il batterista Virgil Donati, ottimi sotto tutti i punti di vista. Se aggiungete poi al tutto effetti di luce e costumi stravaganti avrete un panorama ben definito di cosa vi aspetta.
VOTI
AUDIO: 9/10
Praticamente perfetto, anche se sono disponibili solo le modalità stereo e 5.1.
VIDEO: 8/10
Ottime inquadrature e riprese, con molti zoom sulle mani di Vai, che ne fanno anche un po' un DVD didattico.
Peccato per alcuni effetti un po' retrò davvero fastidiosi, a volte.
SCALETTA: 10/10
20 classici più 2 brani del progetto solista di Sheenan fanno di questo concerto uno show davvero incredibile, a solo a volte leggermente troppo lungo se non siete dei fan di Vai.
Ecco la setlist.
1. Shy Boy
2. Giant Balls of Gold
3. Erotic Nightmares
4. Blood & Glory
5. Dave Weiner Guitar Solo
6. Blue Powder
7. Crying Machine
8. The Animal
9. Bangkok
10. Tony MacAlpine Keyboard Solo
11. Bad Horsie
12. Chameleon
13. Down Deep Into The Pain
14. Fire
15. Little Wing
16. Whispering a Prayer
17. Incantation
18. Virgil Donati Drum Solo
19. Jibboom
20. For The Love of God
21. Liberty
22. The Attitude Song
EXTRA: 5/10
Il secondo DVD non è granché, e presenta (poche) interviste, le biografie dei musicisti e le prove di un paio di brani.
Niente di chè, peccato!
Ed ecco per voi un estratto dal live, la perfetta For the Love of God.
In rete:
Il canale ufficiale di YouTube