
Le favole dicono più che la verità. E non solo perchè raccontano che i draghi esistono, ma perchè affermano che si possono sconfiggere.
- G.K Chesterton
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Spawn: dall'Inferno
di Todd McFarlane
Todd McFarlane è stato un rivoluzionario.
Era talmente quotato che la Marvel gli affidò la direzione di una nuova serie deidcata al suo personaggio di punta, Spiderman.
E con il suo talento artistico e la violenza delle sue immagini ha sconvolto un personaggio, almeno dal punto di vista grafico, con il suo Torment. Ha portato Venom sulle pagine della serie, e ha creato Prowler, un personaggio minore ma interessante.
Poi la diatriba sui diritti dei personaggi inventati dagli autori sotto contratto porta non solo lui, ma anche Jim Lee ed Erik Larsen a staccarsi dalla grande M per fondare la Image comics.
E fu un'impresa inizialmente grandiosa che riuscì a coesistere in un mercato governato dal bipolio Marvel-DC comics
.
La prima di queste serie fu proprio quella creata dal disegnatore canadese, che riprendeva non pòco il concept di Prowler, e non solo graficamente: McFarlane voleva un eroe di colore a tutti i costi e così nasce Al Simmons, agente del governo, eroe umano che viene tradito, ucciso e finisce all'Inferno solo per fare un patto con il diavolo e tornare sulla terra per rivedere sua moglie.
Ma sono passati 5 anni, lei si è fatta una vita migliore di quella che lui le avrebbe potuto dare. E la rabbia di Spawn si scatena. Un antieroe, un demone destinato a guidare le legioni dell'Inferno nella battaglia finale, cercherà di opporsi alle trame intessute dal suo creatore e dagli uomini malvagi che regnano nel mondo.
Una serie storica, di cui vengono presentati in un unico volume i primi 7 numeri, intrisi di una violenza fino ad allora mai vista (Garth Ennis non aveva ancora fatto il botto), e una visione degli uomini, quelli cattivi, a confronto dei quali il protagonista di Seven sembra un agnellino indifeso.
Ma nonostante l'interessante e radicale importanza di questo nuovo personaggio no si può dire di certo che la qualità dell'opera sia elevatissima. Impossibile non notare alcuni dettagli che oggi paiono molto ingenui al lettore più smaliziato (come i monologhi dei personaggi, davvero quasi illeggibili al giorno d'oggi), e lo accostano sia come tematiche (la vendetta, la violenza come mezzo per attuarla e il ritorno dall'aldilà) che come "esperimento tecnico" al Corvo di James O'Barr.
Se questo sia un bene o un male decidetelo voi, ma rimane indiscussa l'influenza che questa serie (tutt'oggi in corso) ha avuto nel mondo dei comics.

Devil: Diavolo Custode
di Kevin Smith e Joe Quesada
Gli anni '90 sono stati un periodo fantastico per i comics americani. La crisi generale del settore ha spinto molti a rinverdire il panorama di allora, pieno di "brutture" (il clone dell'Uomo Ragno, l'armatura di Devil ecc...) con alcune scelte radicali ma che non portassero necessariamente a un "resettone", bensì utilizzassero materiale già disponibile per creare storie nuove e migliori.
Uno dei risultati di questa necessità è la serie Marvel Knights, che proponeva storie con protagonisti i soliti eroi di casa Marvel, ma dalle tinte ben più serie e aggressive. Inutile dire che ospiti fissi di queste vicende sono stati prevalentemente personaggi del calibro del Punitore e Ghost Rider.
Ma il primo ad avvalersi del trattamento "Knight" fu proprio Devil con questa storia splendida.
L'ideatore della collana, Joe Quesada, ha affidato al regista Kevin Smith (Clerks, Dogma) il compito di scrivere un arco narrativo che potesse stravolgere e al contempo rinverdire l'immagine dell'Uomo Senza Paura, e lo stesso Quesada si è dedicato all'illustrazione di questa serie.
Diavolo Custode è un capolavoro.
Tutto ha inizio quando una ragazzina da alla luce un figlio, senza perdere la sua verginità. È braccata da dei killer che vogliono ucciderla perché convinti che si tratti dl figlio del demonio che distruggerà il mondo.
Ma il mondo personale di Devil/Matt Murdock sta già crollando: la sua adorata Karen l'ha lasciato
e il suo collega Foggy viene arrestato con l'accusa di omicidio.
Può un uomo (anche se "super") sopportare tutto questo? Possono certe cose trovare spiegazione nella fede?
E può tutto ciò peggiorare ulteriormente per Devil? Ebbene sì, la sequela di eventi che seguiranno lo porteranno a vacillare, ad arrendersi, fino alla scoperta finale e ai funerali di due personaggi storici dell'universo Marvel.
E nonostante tutta la tristezza e le tragedie, alla fine, delle semplici parole dette da un amico possono riportare l'equilibrio e un po' di speranza.
Se amate i fumetti made in USA, questo volume è un must, per la qualità del disegno e soprattutto per la storia incredibilmente piena di spunti di riflessione e introspezione.

The Darkness: Impero
di Phil Hester e Michael Broussard
Finalmente dopo 5 anni dall'uscita del volume autoconclusivo di The Darkness (Il ritorno della Tenebra), ecco il primo di quella che, sembra, sarà una vera e propria serie.
"Impero" è infatti il terzo volume della serie ufficiale e ci presenta Jackie Estacado che, dopo le divergenze con la "famiglia" a New York, si è trasferito nella piccola isola-stato di Sierra Munoz, ha sconfitto il tiranno che vi regnava e ne ha preso il posto, ovviamente grazie al potere della Tenebra che dimora in lui.
Ha anche imparato a sviluppare i suoi poteri per creare darkling (gli esseri che abitano la Tenebra) più intelligenti, a plasmare l'essenza stessa della Tenebra in nuove cose animate e non.
Ma ovviamente, come nuovo despota, ha tanti nemici, sia tra gli abitanti dell'isola che negli Stati Uniti che ha abbandonato e ancora di più tra i suoi "amici".
Impero è una storia piacevole, che esplora nuovi sentieri per questa serie violenta e cattiva, (tra cui il sesso, argomento fino ad oggi proibito per Jackie, pena la morte) riuscendo a farci scorgere nuovi aspetti di un personaggio così "di nicchia" che però è adorato dai suoi fan.
Non si tratta di un ciclo all'altezza dei primi due, ma getta le basi, potenzialmente, per grandi cose a venire, ed è illustrato egregiamente, proprio come i suoi predecessori, grazie alle matite del talentuoso Michael Broussard.

Wolverine: Nemico Pubblico
di Mark Millar e John Romita Jr.
Il legame di Wolverine con il Giappone è ben noto a tutti. È dai tempi dei due vecchi speciali Wolverine e la Tigre e Kitty Pride e Wolverine che il tarchiato mutante e il Paese del Sol Levante hanno un rapporto di amore-odio. Mark Millar riprende questo legame e lo usa come semplice pretesto per innescare una sequenza di 12 capitoli (componenti le due saghe qui riportate Nemico Pubblico e Agente dello SHIELD) composti di azione, violenza, guest-star a non finire.
Recatosi in Giappone per aiutare un amico, Logan infatti viene catturato da una cellula della Mano alleata con l'Hydra che, stanca di cercare (e fallire) di eliminare gli eroi mutanti e non, ha deciso di prenderne il controllo tramite un processo di lavaggio del cervello, iniziando proprio dal mutante artigliato, uno dei più pericolosi.
E da qui in poi tutta la vicenda si sviluppa tra attacchi del nostro ai suoi esimi colleghi, tra cui troviamo lo SHIELD, i Fantastici Quattro, gli X-Men, Devil ed Elektra. Quest'ultima in particolare rivestirà un ruolo importantissimo nelle 300 e passa pagine della storia.
Seppur si tratti di una volume avvincente e che non lascia scampo ad esitazioni nel lettore, non si può certo parlare di approfondimento: sì, qualche spunto riguardo alla forza di volontà dei protagonisti c'è, ma è ben poca cosa rispetto a quanto ci ha abituato Millar (soprattutto con i suoi lavori nell'universo Ultimate con The Ultimates e Ultimate X-MEn, imperdibili!).
Il tratto di Romita figlio è però invece perfetto in ogni occasione, e può essere considerato a mio avviso come un prosecutore, per la casa della grande M, di quello che avevano saputo apportare Jim Lee o Mark Bagley negli anni '90.
Potrebbe non piacere a tutti, ma il prezzo diq eusta edizione da edicola (è infatti il sesto volume della serie SUPEREROI - Le Grandi Saghe, in uscita con la Gazzetta dello Sport) lo rende un must per gli amanti di Wolverine e un volume consigliato a tutti gli altri amanti dei mutanti di casa Marvel.

Wanted: Il Crimine Paga
di Mark Millar e J.G. Jones
Ancora mark Millar, questa volta con uno dei volumi che l'hanno reso celebre, quel Wanted recentemente trasformato in una pellicola tutt'altro
che indimenticabile (di cui ho parlato QUI) con la quale condivide solo l'idea di fondo. Weasley è un ragazzo sfigatissimo la cui vita viene sconvolta quando scopre di aver ereditato da suo padre non solo 50 milioni di dollari, ma anche una capacità innata di uccidere. Un potere che può utilizzare per decidere di vivere la sua vita fino in fondo, a patto che lo utilizzi per aiutare la Fratellanza, un'organizzazione di supercriminali che ha sconfitto tutti gli eroi del mondo e ne ha cancellato i ricordi dalle menti degli uomini comuni.
Un po' Fight Club e un po' Trainspotting (come viene definito nella prefazione di questo volume), Wanted prende in giro i vari multiversi Marvel e DC in modo ironico e strafottente, mettendo il protagonista (e il lettore quindi) davanti a un dilemma che, se risolto, gli potrà permettere di vivere davvero la vita che vuole, creandola con le sue stesse forze.
Essenziale, rapido ma non superficiale ed assolutamente irriverente (grazie alla maestria di Millar di scrivere dialoghi incalzanti e realistici) Wanted si presenta benissimo anche graficamente, con un look serioso ma non "di nicchia", collocandosi come uno dei capisaldi della rivoluzione fumettistica degli ultimi anni.

The Umbrella Academy: la Suite dell'Apocalisse
di Gerard Way e Gabriel Ba
Può il cantante di un gruppo rock di successo essere anche un valido scrittore di fumetti? Evidentemente sì, e ce lo dimostra Gerard Way con questo gioiellino intitolato The Umbrella Academy.
La Suite dell'Apocalisse è il primo ciclo di storie (6 volumetti, in edizione originale) che serve ad introdurci i bizzarri personaggi creati dal vocalist dei My Chemical Romance.
Simili a quelli creati da Mike Mignola (l'influenza di Hellboy è evidente), i 7 protagonisti e membri dell'Academy sono altrettanti ragazzini gemelli, nati in altrettante diverse zone del pianeta (con 40 altri gemelli sparsi per il mondo) dotati di poteri unici. Riuniti dal Monocolo (nome in codice di Sir Reginald Hargreeves) vengono cresciuti, educati e tirati su dallo stesso per formare una specie di parodia della Scuola per Giovani Dotati di X-Meniana memoria per il bene dell'umanità.
Un perfetto mix di azione e noir, toni cupi e atmosfere stravaganti e a tratti Burtoniane, fanno di questi 6 capitoli (a cui sono seguiti, negli USA, già altri 6 episodi di una nuova miniserie) una vera novità, fresca nella narrazione e dal potenziale davvero alto, che non si inserisce nel mainstream fatto da produzioni più note, ma ne raccoglie l'eredità e ci presenta una storia di supereroi unica e innovativa.
Consigliatissimo a tutti quelli che sono stufi dei soliti fumetti supereroistici e hanno già letto tutto Hellboy ma non disdegnano una storia in cui riecheggino le fondamenta dei grandi classici del genere.

Con le due stagioni di Stand Alone Complex, anche Ghost in the Shell è stato trasformato in una "macchina mangia-soldi" in grado di attirare sempre e comunque i fan della serie nata dalla mente di Masamune Shirow.
Fortunatamente però, QUASI tutto quello che viene prodotto con il marchio GITS è davvero ben curato e coerente, ed accontenta i fan pressappoco all'unanimità.
Dopo i due primi lungometraggi a cura di Mamoru Oshii (capolavori), è Kenji Kamiyama, già regista delle serie TV, ad occuparsi della regia di questo terzo film, che si colloca temporalmente DOPO tutto ciò che è stato narrato finora.
Ma forse occorre fare un po' di ordine: sia nella serie TV che in questo film non si parla mai degli avvenimenti narrati in Ghost in the Shell e Innocence, anche se in Solid State Society Togusa è diventato il capo della Sezione 9, dato che due anni prima il maggiore Motoko Kusanagi ha lasciato la squadra.
Essendo Solid State Society ambientato nel 2034 e Innocence nel 2032 potrebbe essere preso proprio come un seguito ufficiale, ma l'abbandono dell'eroina cyborg avviene in realtà nel 2029, anno in cui è ambientato il primo GITS.
Un'altra teoria potrebbe essere quella che le prime due stagion della serie soppiantino i due film in un "universo parallelo" in cui le vicende dei due film non hanno mai avuto luogo e questo film ne sia una specie di "riassunto".
Infatti i temi trattati in questo lungometraggio sono particolarmente vicini a quelli di entrambi i film. Basti pensare che c'è una misteriosa entità che si fa chiamare Marionettista (il "nemico" del primo GITS di Mamoru Oshii) e che nel caso è implicato il rapimento di bambini (come in Innocence) per rimanere un po' delusi dalla scelta narrativa.

Non solo le idee sono simili, ma ci sono più e più citazioni troppo evidenti per non rischiare di essere scambiate per ripetizioni: il salto nel vuoto di Motoko, il combattimento con il blindato in cui apre il portellone a mani nude, il dialogo telepatico con il Marionettista alla fine o la stessa scena conclusiva sono solo alcuni esempi.
Ciò non toglie che il film scorra davvero meravigliosamente, senza le lentezze riflessive dei primi due film, ma con più intrigo politico, azione e ritmo, senza risultare banale e superficiale.
Grazie alle due serie TV infatti abbiamo imparato a conoscere davvero meglio tutti i componenti della Sezione 9, e vederli di nuovo all'opera dopo il caso dell'Uomo che ride (S.A.C. 1st GIG) e degli Undici Individuali (S.A.C 2nd Gig) non può che far piacere.
Dopo il caso degli Undici Individuali e la risoluzione della crisi di immigrazione asiatica in Giappone, la Sezione 9 continua, con l'appoggio del Primo Ministro, a svolgere il suo lavoro. Dei misteriosi casi di suicidio porterà Bateau e Togusa al ritrovamento di alcuni bambini rapiti e senza memoria.
Questo li avvicinerà alla figura del Marionettista, un nemico invisibile, che gioca con le menti dei suoi bersagli e sta preparando un piano onorevole ma fuori legge.
L'assenza di Motoko è avvertita pesantemente dalla squadra, che senza la sua guida si sente quasi impotente nonostante tutti i successi.

Solid State Society conferma la netta superiorità del media televisivo rispetto alla carta stampata di narrare le vicende della Sezione 9.
Se infatti i manga di Masamune Shirow risultano spesso caotici sia visivamente che a livello di trama (soprattutto Man-Machine Interface, il secondo volume), la scrematura fatta nella creazione di GITS e Innocence li rende meno grevi e più comprensibili, mentre Stand Alone Complex (sia le serie che questo film) prendono solo le idee di base come spunto, e risultano narrati meglio.
Tecnicamente siamo di fronte alla qualità delle due stagioni televisive, quindi meno "maestosità" rispetto ai film di Oshii (prendendo come picco la sfilata di carri di Innocence tutta in computer grafica) ma forse più coinvolgimento e meno freddezza.
Unico vero punto di collegamento tra questa produzione e il resto è Yoko Kanno, autrice ufficiale delle musiche di Ghost in the Shell.
La storia si dipana in maniera ottima, senza momenti noiosi o pesanti, e la mancanza di un netto confine tra bene e male non solo è avvertito dai suoi protagonisti, ma anche e soprattutto dallo spettatore.
In un futuro in cui la società ha delle regole e dei meccanismi marci e ingiusti, trovarsi nei panni dei buoni che devono far rispettare la legge a volte può mettere davvero a dura prova la volontà e lo spirito, come succede spesso a Motoko e compagnia.

Se si sorvola sulle idee non proprio originali dietro al fulcro della vicenda, SSS può essere considerato un ottimo film.
Meno autocelebrativo e pomposo o introspettivo dei primi due lungometraggi, ma più divertente ed emozionante.
PS: il film non è ancora uscito in Italia, anche se PANINI dovrebbe avere già i diritti per la sua distribuzione, quindi la recensione si basa sulla visione della versione JAP con sottotitoli.
IL TRAILER
IN RETE:
Solid State Society su wikipedia
Solid State Society su IMDB
Una rece (con spoiler)
di
Zack Snyder
con
Malin Akerman
Billy Crudup
Matthew Goode
Jackie Earle Haley
Patrick Wilson
musiche di
Tyler Bates
Watchmen è, nella sua versione originale di graphic novel, una delle opere più importanti sicuramente per quel che riguarda il media a cui appartiene, sia a livello contenutistico che realizzativo.
Una mini-serie praticamente perfetta, scritta da uno dei guru massimi del fumetto moderno, quell'Alan Moore che ricordiamo sempre anche per i bellissimi V for Vendetta, La Lega degli Straordinari Gentlemen e From Hell.
Da tutte e tre le succitate opere sono stati tratti lungometraggi hollywoodiani, quindi anche questa saga supereroistica non poteva essere da meno.
Il regista di 300 (film tratto da un fumetto di Frank Miller), Zack Snyder, è stato il solo ad accettare questa sfida, conscio che la realizzazione di un bel film basato su questo capolavoro della carta stampata l'avrebbe potuto davvero elevare alla stregua di registi più famosi e "impegnati".
Ma è riuscito a scalare questa impervia vetta oppure è caduto miseramente nel tentativo?

Avvalendosi della sceneggiatura scritta da David Hayter (la voce di Solid Snake nella serie di videogiochi Metal Gear Solid) e Alex Tse (al lavoro sull'adattamento cinematografico de L'Uomo Illustrato di Ray Bradbury, sempre per la regia di Snyder), il regista ci ha portato una versione quanto più fedele possibile alla sua fonte.
Impressionante la coerenza con i dialoghi, con la veste grafica (qui in verità un po' più dark e più violenta), la somiglianza degli attori con la loro controparte originale (a parte Ozymandias, che non c'entra davvero nulla).
Purtroppo però, nonostante l'impegno e la realizzazione quasi impeccabile del tutto, nel passaggio da fumetto a celluloide non la spunta illeso.

Il film soffre di ritmi lenti, risultando a tratti noioso, e data la lunghezza della pellicola (2 ore e 30 almeno) questo non è proprio un dettaglio trascurabile.
A livello di adattamento, come già detto, è quasi perfetto, ma anche questo rischia di essere un difetto.
Così come per Sin City e 300, cercare di riprodurre con fedeltà maniacale un fumetto con un lungometraggio non è un'operazione di sicuro successo. Se il fumetto è soggetto alla fruizione attiva del lettore, riproporre alcuni passaggi con attori in carne e ossa mantenendone invariata la struttura risulta fallimentare.
In sintesi si tratta di un film troppo lungo in generale, ma troppo breve come adattamento (mancano alcuni dettagli che caratterizzano il fumetto e non si fa in tempo ad affezionarsi ai personaggi).
Ho apprezzato però il cambio del finale, sicuramente più moderno e al passo coi tempi rispetto al "ridicolo" espediente inventato da Alan Moore.

Watchmen comunque fa parte di una nuova corrente cinematografica dedicata ai supereroi, quella "seria", inaugurata forse con Il Cavaliere Oscuro e che va a contrapporsi ai più leggeri blockbuster ispirati agli eroi Marvel.
Così come il secondo è un ottimo thriller (e lo sarebbe stato anche senza Batman e Joker), allo stesso modo Watchmen risulta un buon film con tematiche attuali e interessanti spunti di riflessione, ma risulta castrato in quanto trasposizione di un'opera monumentale e geniale improponibile al cinema senza un adattamento più efficace.
IL TRAILER
In rete:
Watchmen su IMDB
Watchmen su Glamazonia
Ecco qui un po' di film che mi sono preso la briga di vedere nell'ultima settimana circa.
Molti li avevo "lasciati indietro" perché non avevo voglia di andare al cinema quando erano nelle sale o non avevo nessuno con cui andarci, altri li avevo semplicemente persi di vista.
Scrivere un post per ognuno sarebbe un'operazinoe troppo lunga e complessa, e visto che non sono proprio tutti capolavori non credo che se ne sentirà la mancanza.

Ghost Rider
Poteva essere un bel film se fosse stato trattato con la stesa cura che Garth Ennis ha dedicato al fumetto negli ultimi anni, ma così com'è è molto povero: la sceneggiatura pessima e le interpretazioni ancora peggio.
Un Nicholas Cage poco ispirato e una trama veloce e con grosse lacune fanno di Ghost Rider un film piuttosto bruttino.
Peccato, perché l'atmosfera dark e qualche brano della colonna sonora sono accettabili (oltre agli effetti speciali ovviamente).
VOTO: 5.5
Resident Evil Extinction
Terzo capitolo della serie ispirata all'omonimo videogioco e, come per la serie di giochi, anche qui il terzo installment è il peggiore di tutti.
Dopo una fedele seconda parte, qui abbiamo un'incrocio tra l'idea originale a base di mostri e sopravvivenza e un'ambientazione alla Mad Max, un finale aperto che (ahimé) lascia intravedere un futuro seguito e ben poca sostanza.
Però c'è la Jovovich che è sempre bellissima.
VOTO: 5.5

Hulk
Ma non l'avevano già raccontata poco tempo fa questa storia? Ebbene sì, dopo il fiasco del film di Ang Lee (secondo me superiore a molti altri film targati MARVEL, almeno per l'originalità della narrazione) ecco di nuovo più o meno la stessa storia, ma narrata in maniera più action e più appetibile.
La fuga disperata di un uomo che a causa di un incidente non può più vivere con i suoi simili, ma che può usare questo handicap/potere per fare del bene, per tenere stretta la presa sulla sua umanità
Bravissimo Edward Norton nei panni del perseguitato Bruce Banner, non male la storia leggermente più introspettiva e disperata rispetto al solito, ma sacrificato Tim Roth nel ruolo di un cattivo assolutamente anonimo.
VOTO: 6.5
Iron Man
Assolutamente non male, sempre da casa MARVEL, questo Iron Man dedicato all'omino di latta più famoso dei fumetti.
Tony Stark, un magnate dell'industria bellica, scopre che le sue stesse armi vengono vendute ai terroristi e usati contro la sua stessa gente. Decide di cambiare e dedicare il suo genio e le sue risorse per rimediare agli errori fatti in passato.
Gli effetti speciali spettacolari, i contenuti assolutamente moderni e attuali, le interpretazioni assolutamente apprezzabili e una sorpresa dopo i titoli di coda mi hanno lasciato più che positivamente colpito.
Non un capolavoro, ma piacevole.
VOTO: 7

Hellboy II - The Golden Army
Altro film ispirato a una serie a fumetti, il secondo della saga dell'uomo-diavolo ideato da Mike Mignola è assolutamente gradevole!
Abbandonati i toni cupi del primo, questa volta il Federal Buraeu of Paranormal Research se la deve vedere con un principe elfico intenzionato a conquistare il mondo in nome di una lealtà ormai perduta.
Mezzo fantasy mezzo film di supereroi, Hellboy II unisce i messaggi portanti di entrambi i generi, oltre ad azione, divertimento e un po' di romance in una pellicola davvero ben fatta e che mi ha stupito!.
VOTO: 7.5
Wanted
Altro film ispirato a un fumetto, ma 'stavolta ci troviamo davanti a un prodotto (pare) assai diverso dalla fonte.
Non ho letto infatti l'omonima opera di Mark Millar, ma a leggere in rete le differenze ci sono eccome, un po' come accadde per il V for Vendetta di Moore. Eppure, senza fare paragoni tra il risultato e la fonte, il film funziona benone.
Wanted è ua sorta di copia di Matrix: azione, predestinazione e voglia di "vedere oltre" la realtà, costruiscono una pellicola decisamente appetibile, che pecca però in una non giustificata (al contrario del capolavoro dei fratelli Wachowski) azione ai limiti dell'umano. Tutto sommato però è un bel film che istiga a vivere la vita al 100% in ogni momento.
VOTO: 7

The Fountain
Ed ecco il "pezzo forte". Opera dello stesso Darren Aronofski che ci ha regalato PiGreco e Requiem for a Dream, The Fountain è una storia visionaria, ingarbugliata e che ha bisogno di un'analisi attenta per essere capita a fondo.
Una storia d'amore che si svolge in tre epoche diverse, echeggiando nei secoli tramite l'apparente reincarnazione dei suoi due protagonisti (Rachel Weisz e Hugh Jackman), moderni Adamo ed Eva alla ricerca disperata di una via di fuga dalla caducità del corpo umano e dalla morte, conseguenza naturale della vita.
Un film triste che però lascia intravedere una speranza nonostante tutto, e che ha spaccato pubblico e critica in due: c'è chi lo ha etichettato come capolavoro e chi ne è un profondo detrattore. Io non so come giudicarlo, ma dire che non mi ha emozionato in più momenti sarebbe una bugia, quindi...
VOTO: 7.5