
Le favole dicono più che la verità. E non solo perchè raccontano che i draghi esistono, ma perchè affermano che si possono sconfiggere.
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Lasciami Entrare è una storia che parla di bambini, ma non solo.
Oskar ha 12 anni, ed è un bambino "debole", va a scuola ed è vittima dei bulletti della sua classe, ha i genitori separati e spesso è abbandonato a se stesso.
La sua vita cambierà quando Eli si trasferirà ell'appartamento accanto al suo.
Lei è una bambina pallida, che non soffre il freddo, e che non esce mai di casa durante il giorno.
Ed è un vampiro.
Ambientato in un paesino svedese all'inizio degli anni '80, il film si può definire come una sorta di "anti-Twilight", anche se scritto prima del commercialissimo e ridicolo fenomeno di Stephenie Meyer, e a sostegno della sua validità si è aggiudicato tantissimi premi tra cui quello come miglior film straniero al Chicago Film Critics Association Awards 2008, e di miglior film al Tribeca Film Festival 2008.
Ben lungi dall'essere un "La mia vicina è una vampira", Låt den rätte komma in (queso il titolo originale) non è nemmeno un horror nel vero senso della parola.
Il film rappresenta infatti una deprimente società nordica, in cui l'alcol influenza le relazioni, in cui esistono degli orrori quotidinai legati alla banalità dell'esistenza e all'efferatezza dell'indole umana, e dove un vampiro che comincia a mietere vittime non è altro che l'ennesima tragedia umana, ma non quella peggiore, se capace di trasmettere un po' di speranza nel cuore di un ragazzino apatico e "vittima" come Oskar.
In un ambiente gelido come il carattere dei suoi abitanti, in un mondo in cui l'innocenza non viene premiata ma oppressa, solo i forti sopravvivono, e anche Oskar, alla fine, rischia tutto pur di "non reagire" e sarà predestinato a sopportare un fardello pesantissimo in un finale che lascia l'amaro in bocca ma che può essere interpretato in diversi modi.

Una pellicola cruda, triste e malinconica, ispirata ad un romanzo in parte autobiografico e decisamente più pesante e più collettivo, dove i personaggi vengono approfonditi svelando ulteriori atrocità e sofferenze legate alla povertà, alla perversione e all'indifferenza.
Sarà sicuramente interessante vedere come Hollywood interpreterà tutto questo nel già annunciato remake...
Il trailer
In rete:
di J.J. Abrams (Alias, Lost, Cloverfield)
con
Chris Pine
Zachary Quinto
Eric Bana
Leonard Nimoy
Partendo dal presupposto che io di Star Trek non so proprio nulla oltre a un paio di nomi e abbia visto solo un paio di episodi sia della serie clessiche che di Next Generation, devo dire che mai avrei pensato che sarei andato al cinema a vedere questo film.
Però avevo visto il trailer tempo fa e man mano che scorrevano le immagini, fugaci, pensavo dentro di me "Ah però! Un film di fantascienza, sembra figo!".
Poi vedo il nome di J.J.Abrams e penso a Lost, sempre più incuriosito.
Tra le immagini mi sembra di vedere una forma nota, e in alcune scene gli abiti dei protagonisti mi ricordano qualcosa, ma non so cosa.
Però arrivo alla fine del trailer incuriosito e deciso ad andare a vederlo, poco prima di scoprire che si tratta del nuovo (undicesimo) film di Star Trek.
Lascio da parte i pregiudizi che (devo ammetterlo) ho sempre avuto per questa serie, e ora che il film è uscito sono andato a vederlo, dopo aver spulciato in giro e scoperto che è una specie di prequel, che potrebbe essere apprezzato senza conoscere nulla della serie e che è uno Star Trek atipico.
Leggo però anche che la storia è incentrata sul viaggio nel tempo e, conoscendo Abrams, mi preparo a un intricatissima trama sulla quale poi perdere ore e ore di dibattiti con gli amici e a cercare in rete spiegazioni o soluzioni ai miei dubbi.

Per fortuna invece Star Trek è un ottimo film di fantascienza e azione, che ha il pregio di rinverdire (quantomeno per quel che riguarda lo stile) un immaginario legato a personaggi e situazioni degli anni '60 ormai molto datati, e fornendo una storia, se non priva di cliché o passaggi prevedibili, avvincente e ban congegnata.
Assisterete alla nascita di James T. Kirk, futuro capitano della USS Enterprise, e alla formazione dell'equipaggio noto a tutti (con qualche differenza, quasi a sottolineare che si tratta di una versione moderna, o di un universo alternativo), che si troverà a dover salvare la Federazione.
Infatti una nave mineraria Romulana comandata dal Capitano Nero e proveniente dal futuro è intenzionata a distruggere prima Vulcano, la patria di Spock, il pianeta Terra e in seguito tutti i pianeti facenti parte della Federazione, per vendicarswi di qualcosa che non è ancora successo.

La pellicola, della durata di 2 ore, è diretta in maniera incalzante, e alterna momenti di azione (a volte un po' fini a se' stessi in verità) a scene più calme introducendo "per la prima volta" i personaggi che da sempre sono nel cuore dei fan accontentando quasi tutti.
Il cast, più vicino al piccolo schermo che non al cinema (sono tutti, o quasi, attori di serial televisivi), è perfetto, le musiche sono composte da Michael Giacchino, autore delle colonne sonore di Alias e Lost (sempre per Abrams) e la realizzazione generale è superba, con effetti speciali ineccepibili (anche se ormai questo sta diventando un punto un po' scontato vista la tecnologia odierna).
Un bel film insomma.

IL PRIMO TRAILER
In rete
Sito Ufficiale
Star Trek su Wkipedia
Star Trek su IMDB
Stanislaw Lem, 1961
Solaris è sicuramente un romanzo importante.
Scritto nel 1961 e ambientato in un futuro non precisato, narra le vicende di Chris Kelvin, psicologo mandato a bordo di una stazione orbitante attorno al misterioso pianeta Solaris la cui imperscutabile superficie appare come un mare gelatinoso in continuo movimento.
A bordo della stazione è il caos: solo due degli scienziati sono sopravissuti e si trovano in un chiaro stato confusionale.Toccherà a Kelvin cercare di riportare l'ordine e indagare sugli avvenimenti, ma sarà in grado di non soccombere anche lui alla vicinanza con il pianeta?
L'impossibile incontro con la sua adorata Harey (chiamata Reyah nel film) infatti lo porterà sull'orlo di un precipizio mentale che gli impedirà di discernere tra realtà e immaginazione e a dover fare delle scelte o a rimediare a degli errori del passato. Ma sarà davvero una "seconda chance" quella che gli sta venendo offerta?
Opera davvero all'avanguardia e le cui tematiche ricordano molto quelle dickiane (Dick era uno dei pochi autori di fantascienza vera e propria a piacere a Lem), Solaris è EVIDENTEMENTE stato scritto da una scienziato: ciò rende la lettura in alcuni punti un po' ostica.

Solaris soffre molto infatti dello stesso difetto che affligge Le Montagne della Follia di Lovecraft: entrambi gli autori fanno sfoggio di conoscenze sì profonde di geologia/biologia/astrologia (Lovecraft) e di astonomia/fisica/informatica (Lem), ma rallentano a volte davvero moltissimo il ritmo della narrazione.
La scoperta da parte di Kelvin di alcuni libri in biblioteca porterà l'autore in dissertazioni storico-sociali legate alla scoperta del misterioso pianeta, rendendo quelle sezioni davvero lente e, se mi è permesso dirlo, noiose. Approfondire in maniera così puntigliosa alcune questioni legate alla morfologia mutevole della superficie di Solaris rischia a volte di sembrare un esercizio fine a se stesso.
Solaris
di Steven Soderbergh
con
George Clooney
Natascha McElhone
La storia però è assolutamente avvincente e sarà lei a prevalere sui capitoli più nozionistici, riuscendo addirittura a commuovere in più punti.
Una "storia d'amore galattica", di introspezione e ricerca di identità che ha ispirato anche due trasposizioni cinematografiche. La prima, famosissima, del 1972, a opera di Andrej Tarkovskij, e la più recente, di Soderbergh, del 2002.
Questa seconda pellicola è una trasposizione molto fedele delle vicende narrate da Lem, con alcune differenze minori che non stravolgono nulla e con un finale più alla "2001 Odissea nello Spazio", interpretabile, romantico e aperto, contrariamente a quello più freddo e realistico del romanzo.

Realizzato volutamente con un look leggermente essenziale e retrò il film è accompagnato da musiche estremamente azzeccate e malinconiche.
Accadimenti paranormali dovuti all'influenza di Solaris, paranoia e crisi di identità sono gli ingredienti che formano questo classico di fantascienza, che rimarrà sempre attualissimo, qualunque sarà la sorte futura del genere umano.
IL TRAILER
In rete:
Sito Ufficiale di Stanislaw Lem
Stanislaw Lem
Solaris
Lem su Wikipedia
Solaris (romanzo) su Wikipedia
Solaris (film) su IMDB
di
Zack Snyder
con
Malin Akerman
Billy Crudup
Matthew Goode
Jackie Earle Haley
Patrick Wilson
musiche di
Tyler Bates
Watchmen è, nella sua versione originale di graphic novel, una delle opere più importanti sicuramente per quel che riguarda il media a cui appartiene, sia a livello contenutistico che realizzativo.
Una mini-serie praticamente perfetta, scritta da uno dei guru massimi del fumetto moderno, quell'Alan Moore che ricordiamo sempre anche per i bellissimi V for Vendetta, La Lega degli Straordinari Gentlemen e From Hell.
Da tutte e tre le succitate opere sono stati tratti lungometraggi hollywoodiani, quindi anche questa saga supereroistica non poteva essere da meno.
Il regista di 300 (film tratto da un fumetto di Frank Miller), Zack Snyder, è stato il solo ad accettare questa sfida, conscio che la realizzazione di un bel film basato su questo capolavoro della carta stampata l'avrebbe potuto davvero elevare alla stregua di registi più famosi e "impegnati".
Ma è riuscito a scalare questa impervia vetta oppure è caduto miseramente nel tentativo?

Avvalendosi della sceneggiatura scritta da David Hayter (la voce di Solid Snake nella serie di videogiochi Metal Gear Solid) e Alex Tse (al lavoro sull'adattamento cinematografico de L'Uomo Illustrato di Ray Bradbury, sempre per la regia di Snyder), il regista ci ha portato una versione quanto più fedele possibile alla sua fonte.
Impressionante la coerenza con i dialoghi, con la veste grafica (qui in verità un po' più dark e più violenta), la somiglianza degli attori con la loro controparte originale (a parte Ozymandias, che non c'entra davvero nulla).
Purtroppo però, nonostante l'impegno e la realizzazione quasi impeccabile del tutto, nel passaggio da fumetto a celluloide non la spunta illeso.

Il film soffre di ritmi lenti, risultando a tratti noioso, e data la lunghezza della pellicola (2 ore e 30 almeno) questo non è proprio un dettaglio trascurabile.
A livello di adattamento, come già detto, è quasi perfetto, ma anche questo rischia di essere un difetto.
Così come per Sin City e 300, cercare di riprodurre con fedeltà maniacale un fumetto con un lungometraggio non è un'operazione di sicuro successo. Se il fumetto è soggetto alla fruizione attiva del lettore, riproporre alcuni passaggi con attori in carne e ossa mantenendone invariata la struttura risulta fallimentare.
In sintesi si tratta di un film troppo lungo in generale, ma troppo breve come adattamento (mancano alcuni dettagli che caratterizzano il fumetto e non si fa in tempo ad affezionarsi ai personaggi).
Ho apprezzato però il cambio del finale, sicuramente più moderno e al passo coi tempi rispetto al "ridicolo" espediente inventato da Alan Moore.

Watchmen comunque fa parte di una nuova corrente cinematografica dedicata ai supereroi, quella "seria", inaugurata forse con Il Cavaliere Oscuro e che va a contrapporsi ai più leggeri blockbuster ispirati agli eroi Marvel.
Così come il secondo è un ottimo thriller (e lo sarebbe stato anche senza Batman e Joker), allo stesso modo Watchmen risulta un buon film con tematiche attuali e interessanti spunti di riflessione, ma risulta castrato in quanto trasposizione di un'opera monumentale e geniale improponibile al cinema senza un adattamento più efficace.
IL TRAILER
In rete:
Watchmen su IMDB
Watchmen su Glamazonia
Resident Evil 4 ha costituito un grosso, enorme cambiamento nella struttura e nel gameplay della saga a base di zombi della Capcom.
Non più un survival horror, bensì un action game pieno di armi, combattimenti e quick-time event.
L'uscita del prossimo capitolo della serie pare continuare in questa nuova direzione, e non tutti i fan di vecchia data sono contenti.
Può un film in CG sopperire alla mancanza di coerenza sia narrativa che contenutistica di questa nuova, seconda parte della serie?
[...]
Resident Evil Degeneration è un film fatto per i fan, questo è indubbio. I personaggi, le situazioni, l'azione, richiamano tutti le ore e ore di esploraizione care ai patiti della serie originale. Come film non è malissimo, se preso per quello che è, ma sarebbe stato davvero più "utile" se si fosse trattato di un gioco invece che di un lungometraggio.
Vestire i panni di Claire e Leon un'altra volta non sarebbe dispiaciuto a nessuno, soprattutto se si fosse trattato di un survival horror piuttosto che di un action sparatutto come gli ultimi capitoli della saga Capcom.
IL TRAILER
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