
Le favole dicono più che la verità. E non solo perchè raccontano che i draghi esistono, ma perchè affermano che si possono sconfiggere.
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Nota: chi non avesse visto Terminator (il primo, quello bello), evitate di vedere il filmato e leggere la parte di sceneggiatura relativa e correte a vedere il film.
SARAH: Nastro 7, 10 novembre. Quello che mi é piú difficile é decidere cosa dirti e cosa non dirti. Ma penso che avró ancora un po' di tempo prima che tu sia grande abbastanza per capire questi nastri. A questo punto sono piú per me che per te. Voglio capire bene io. Gasolina, per favor.
BENZINAIO: Quanto?
SARAH: Llena...
BENZINAIO: Ah, faccio il pieno, sí, sí.
SARAH: Devo raccontarti di tuo padre, peró é una cosa molto difficile. Influenzerá la tua decisione di mandarlo qui sapendo che é tuo padre? Se tu non mi mandi Kyle non nascerai mai. Mio dio, c'é da impazzire pensando a questo. Ma credo che debbo dirtelo. Glielo devo proprio a Kyle. Magari ti aiuterá sapere che nelle poche ore che abbiamo avuto, ci siamo amati tanto. Ci siamo amati per tutta la nostra vita.
BIMBO: Usted es muy hermosa, señora, y tengo...
SARAH: Cos'é che ha detto?
BENZINAIO: Dice che lei é mucho bella, señora. Se vergogna de chiederle cinque dollari americanos per questa fotografia, ma se non lo fa el padre lo picchia.
SARAH: Bravino alla sua etá! Facciamo quattro.
BIMBO: Sí. Sí. Gracias. Miran. Miran. Aya. Viene una tormenta.
SARAH: Che cosa ha detto adesso?
BENZINAIO: Che sta per arrivare un temporale, señora.
SARAH: Lo so.
Direi che si commenta da solo. Un finale incredibile e pieno di significato: ogni volta che rivedo questa scena ho la pelle d'oca.
Autore McIver Joel
Prezzo € 20,00
256 pagine
Editore Tsunami
Joel McIver, giornalista musicale già autore di monografie dedicate a Metallica e Slayer, questa volta si dedica solo alle 6 corde, cercando di stilare una specie di classifica mondiale.
E come da premessa, solo di METAL si parla, quindi i vari Steve Vai, Joe Satriani e compagnia non sono compresi nelle pagine di questo volume.
L'ottima rassegna/analisi di McIver racconta per ogni shredder non solo le origini e le influenze, le band in cui ha militato o le capacità, ma ne descrive anche i punti di forza e le debolezze (non che i chitarristi presentati abbiano davvero dei punti deboli...).
Questo processo si rivela in verità un po' difficile se affrontato solo tramite la semplice carta stampata, e infatti a conclusione di ogni "capitolo" il paragrafo "Momento geniale" ci viene in aiuto, citando titoli caratteristici e pezzi da ascoltare per comprendere meglio ciò che ci è stato spiegato a parole.

Man mano che si prosegue nella lettura e si scala la classifica lo spazio dedicato ai vari axemen risulta più ampio, e se per le posizioni dalla 100 alla 20 magari solo alcuni paragrafi vengono dedicati a ciascuno, verso la fine anche diverse pagine verranno impiegate per descrivere le vite, le passioni e lo stile dei protagonisti di questo grosso affresco dalle tinte decisamente forti.
Ovviamente non vi svelerò le posizioni finali, che rivelano una sorpresa (almeno per me, la numero 1, anche se pensandoci potrebbe essere azzeccata), ma vi posso anticipare che la maggior parte dei musicisti elencati in questo libro fanno parte di gruppi trash e death metal, i due generi forse più veloci in assoluto.
Tra classici chitarristi come Adrian Smith (Iron Maiden), Glen Tipton (Judas Priest) o Kerry King (Slayer), troviamo alcune nuove leve come Alexi Laiho (il prodigioso leader dei Chidren of Bodom), Matt Tuck (Bullet for my Valentine) o Corey Beaulieu (Trivium), ad indicare che non importa l'età, la formazione sociale o la nazionalità: non c'è niente da fare, il metal è qualcosa che ti scorre nel sangue.
Fantastica esibizione degli svedesi Hardcore Superstar ieri sera all'Alcatraz!
Supportati dai conterranei Avatar (ottimi anche loro, anche se più simili per certi versi ai gruppi death metal classici), dopo la data di mercoledì a Roma, Jocke (voce), Vic (chitarra), Martin (basso) e Adde (batteria) hanno saputo infiammare la venue milanese con una scaletta di tutto rispetto che ha colto a piene mani dalla loro produzione, e specialmente dall'ultimo disco, Beg for It.
Dopo la intro dedicata a Ennio Morricone (e che, a mio avviso, vuole fare un po' il verso agli ingressi sul palco dei Metallica), il gruppo ha subito sparato due cartucce vincenti, cioè gli utlimi due singoli, la title track del disco e Into Debauchery, per rivangare poi alcuni "classici" come Kick on the Upper Class, Standin' on the Verge e Bag on your Head.
Simpatici, divertenti e caciaroni, ma sempre con una capacità musicale di prim'ordine, salutano prima di eseguire il bis con la title song del loro disco del 2007 e la canzone che li ha probabilmente resi famosi, We don't Celebrate Sundays, per chiudere definitivamente con Someone Special, pezzo del 1997 che ha quasi commosso i fan più affezionati.
Di sicuro resi famosi anche dal carrozzone dei Motley Crue ai quali si sono accodati per ovvie ragioni legate alla proposta musicale, con il loro "glam" metal (anche se definirlo così può essere un po' riduttivo) dai toni moderni e le loro performance che niente hanno da invidiare a chi faceva le stesse cose più di vent'anni fa, gli Hardcore Superstar possono essere definiti tranquillamente come degni eredi di Nikki Sixx e soci.

La scaletta:
01 This Worm’s For Ennio (Intro)
02 Beg For it
03 Into Debauchery
04 Medicate Me
05 Shades of Grey
06 Nervous Breakdown
07 My Good Reputation
08 Kick On The Upperclass
09 Blood On Me
10 Shame/Standin’ On The Verge
11 Need No Company
12 Bag On Your Head
13 Wild Boys
14 Dreamin’ In A Casket
15 We Don’t Celebrate Sundays
16 Someone Special
Il video di Shame/Standin' on the Verge
Must have been a week
Since she drew the curtains down
I don't know if it's night or day
And I don't care
Our hope seems so bleak
But she's pulling through somehow
While I'm trembling in dismay, in despair
I can see you're scared and tired of all this
I can see the torment, the damage it has done
Still we both know what the other alternative is
Not yet, the only one
The good moments are brief
And there's nothing I can do
When it comes haunting her again
And does it worse
She shivers like a leaf
As the waves of pain heave through
The ruthless bringer of the end
Fierce, perverse
I can see you're scared and tired of all this
I can see the torment, the damage it has done
Still we both know what the other alternative is
Not yet, the only one
Don't go yet, don't let go
Not yet, my only one
Don't go yet, I can't let go
Not yet, my only one
Nuova cover, velocissima questa volta! Davvero non pensavo di poter suonare alcune sezioni così velocemente, ma un brano come questo mi ha dato molto stimolo: l'ho sentito nella demo di Brutal Legend (a presto una recensione!), e pensavo che fosse una canzone dei Judas Priest. Che sorpresa scoprire che invece si tratta di un brano di un gruppo "nuovo" come i 3 Inches of Blood (sono al quinto album, appena uscito)!
\m/